giovedì 9 marzo 2017

SEGNALAZIONE: CHRIS. UN GIGOLO' A VENEZIA

Buon Pomeriggio miei cari Angeli. Con molto piacere vi segnalo il romanzo di Elara Benagi "CHRIS. UN GIGOLO' A VENEZIAedito DAE.

AUTORE: ELARA BENAGI
TITOLO: CHRIS. UN GIGOLO' A VENEZIA
EDITORE: DAE (DARIO ABATE EDITORE) 
GENERE: ROMANCE/EROTIC    
DATA PUBBLICAZIONE: 4 GENNAIO 2017
PAGINE 282
PREZZO E-BOOK:3,99
PREZZO CARTACEO: 16,00 






TRAMA

Christopher ha 21 anni, un lavoro serale al B-bar Lounge a Venezia e un mucchio di esami da recuperare a Giurisprudenza. Una sera d’estate, a fine turno, una donna bella, ricca e ubriaca lo convince ad andare a letto con lui. Al suo risveglio si ritrova con esame in più da recuperare e una nuova inaspettata prospettiva: i bei ragazzi guadagnano tanti soldi, e lui è un bel ragazzo. La sua vita diventa un sogno a occhi aperti: feste sfarzose e notti di fuoco, macchine sportive e belle donne, lenzuola di seta e champagne. Ma cosa succederà quando incontrerà l’unica cosa che non aveva cercato, l’Amore?

PRIMO ESTRATTINO 💝

Dopo cinque minuti Marisa rientrò nel salottino con una vestaglia di seta nera legata in vita che lasciava intravedere una sensuale biancheria di pizzo nero. 

Aveva in mano un vassoio con sopra una tazzina colma di caffè e una zuccheriera d’argento lucida. Si chinò dolcemente appoggiando il vassoio sul tavolino al centro del salottino, e con i seni ben in vista alzò il suo sguardo da gatta sul volto attonito di Christopher. Zucchero?” Sentì il sangue ribollire nelle vene. Marisa era maledettamente attraente ed era decisa a farsi apprezzare a ogni costo. Non riusciva a toglierle gli occhi di dosso, e lei lo sapeva. Aveva avuto delle storie ed era stato a letto con delle sue coetanee, ma lei era diversa. Era una donna e voleva lui. Una donna sposata che viveva in una specie di castello favoloso. Poteva avere tutto ciò che desiderava, e probabilmente l’aveva già, ma lei voleva lui. Marisa rappresentava tutto ciò che inseguiva: successo, ricchezza, benessere, una vita fatta di piaceri e di agi. Christopher si sentiva avvampare: da quanto tempo non faceva sesso? Non lo ricordava neanche. Tentò di scrollarsi di dosso questi pensieri e scattò in piedi. “Devo and…” 
Non finì la frase. Marisa lo avvinghiò con un bacio famelico, mentre le sue mani esperte scivolarono sotto la sua t-shirt. Gliela sfilò, svelando così un fisico giovane e piacente con i muscoli appena in evidenza sotto una pelle chiara e pulita. Il ragazzino è ancora un po’ acerbo, ma è un bocconcino troppo prelibato perché vada sprecato, pensò. Riprese a baciarlo a morsi e slacciandogli la cintura dei jeans lo spinse nella sua camera da letto attraverso la porta del salottino rococò. Christopher riaprì gli occhi per un attimo. Anche questa stanza era enorme e un sontuoso letto matrimoniale ricoperto di cuscini e lenzuola di seta occupava il centro della parete in fondo. Marisa lo spinse al centro del materasso senza staccare le labbra dalle sue. Che stai facendo? una vocina interna lo tormentava Domani hai l’esame. Non dovresti essere qui!” Ma i suoi pensieri vennero interrotti da un’inaspettata ondata di piacere che lo travolse come un fiume in piena, e in un istante non capì più nulla. Marisa aveva smesso di baciarlo sulla bocca e gli aveva aperto i jeans sprofondandovi dentro con la testa. Dimenticò ogni cosa e si lasciò scivolare in quel mare di sensazioni. Rimasero avvinghiati fino a poco prima dell’alba, finché non si addormentarono esausti.

SECONDO ESTRATTINO 💞

Cercò freneticamente i suoi vestiti sparsi un po’ ovunque in quella enorme stanza che, alla luce del giorno, sembrava perfino più grande. Marisa entrò dalla porta avvolta in un morbido accappatoio bianco con i capelli ancora bagnati dalla doccia e con una sdolcinata, irritante, indolenza lo salutò “Buongiorno piccolo Chris!” Christopher continuava a vestirsi guardando il display del cellulare che gli indicava l’ora. L’esame sarebbe cominciato tra venticinque minuti e lui era dall’altra parte della città. Avrebbe dovuto avere le ali per arrivare in tempo. “Cosa ti prende? Cos’è questa fretta?” “Il mio esame. Sono in ritardo!” Oh già! L’esame.” sembrava una mamma un po’ svampita che si era dimenticata di svegliare il suo bambino in tempo per la scuola. Ecco prendi.” gli mise un biglietto da cento euro in mano. Christopher si fermò di colpo confuso “Che cosa sono?” poi ricordò le parole di Marisa la sera prima al B-Bar e trasalì “NO. Devi aver capito male. Io non…” “Su, non fare lo schizzinoso! Sei stato bravo, e il talento va premiato.” recuperò nuovamente il suo sguardo malizioso.“Guarda che hai capito male. Io non voglio questi soldi.” cercò di ridarglieli, ma lei si allontanò velocemente. “Non ho intenzione di riprendermeli. Consideralo un rimborso spese, o magari un contributo per i tuoi studi.” rispose mentre era già fuori dalla stanza. L’ESAME!” 

Non aveva tempo per inseguirla in quella enorme casa e convincerla a riprendersi quei soldi. Corse fuori a perdifiato e arrivò sfinito al molo vicino ai giardini pubblici, saltò appena in tempo su un vaporetto che andava verso il centro della città. Salito a bordo, si sedette sperando che il suo cuore smettesse di pulsare come se volesse esplodere e guardò nuovamente l’ora: 10.45. Non ce l’avrebbe fatta. Avvilito, si abbandonò sul sedile in plastica. Tra le mani sudate qualcosa di spigoloso lo pungeva fastidioso. Aprì il palmo sinistro e vide la banconota da cento euro piegata e accartocciata. La mise in tasca. Sarebbe tornato per restituirla quella sera stessa, prima di andare a lavoro, chiarendo le cose con quella donna.

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